"Musashi", di E. Yoshikawa


Eiji Yoshikawa, “Musashi”,

volumi I e II,

trad. it. di Silvia Galimberti,

2018, Luni Editrice, Milano

ISBN 9-788879-845083


«Il romanzo narra in modo avvincente la vita del samurai Miyamoto Musashi (1584-1645), personaggio realmente esistito, che incarna ancora oggi la figura del guerriero per antonomasia, punto di riferimento per tutti coloro che hanno voluto intraprendere la Via della Spada come mezzo di conoscenza di sé.

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Perfect & Imperfections

Con la vecch—ehm, cioè, con la maturità, si scopre che il punto nodale nel fare karate sta nella bellezza dell’imperfezione. Quando la tecnica, insegnata uguale per tutti, viene fatta propria, essa si arricchisce di particolari e sfumature personali che la rendono, formalmente, imperfetta.

Eppure, la sua bellezza sta proprio lì, nelle minuzie che la rendono unica; come un prodotto artigianale sempre diverso.

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“Karate dō, il mio stile di vita”, di G. Funakoshi


Gichin Funakoshi, “Karate dō. Il mio stile di vita”,

trad. it. di Claudio Marsala,

1987, Edizioni Mediterranee, Roma.

ISBN 88-272-0189-0


«Molto è stato scritto sul grande maestro di karate Gichin Funakoshi, ma questa è la sua autentica autobiografia.

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Caro saluto

Visto che il nuovo anno è iniziato, e che va, per così dire, salutato, ho deciso che l’argomento di questo post sarebbe stato appunto il saluto. Sempre nell’ambito delle arti marziali, eh? Dopotutto, questo è un sito di karate-do. Sarebbe strano trovarci altro, giusto?

Ok, l’inizio è il momento buono per fare una confessione…

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Ritmo, fratelli!

«Tempo, 109 battute al minuto,
Quando finisce forse ti sarà piaciuto,
La chiave per capire questo genere di suono,
Che a molte orecchie può sembrare frastuono,
E liberare la tua parte migliore chiudere,
Gli occhi aprire bene il cuore […]»

Cominciamo prendendo a prestito le parole di Jovanotti (ma come, non conoscete la canzone!? La trovate qui…), perché oggi si parla di tempo e di ritmo. Nel karate, ovviamente. Cosa vi aspettavate?

Il post mi è uscito piuttosto lungo, così ho preferito dividerlo in più parti. Abbiate dunque pazienza e, se gradite, buona lettura!

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“Karate”, di M. Nakayama


Masatoshi Nakayama, “Karate”, trad. di Hiroshi Shirai.

1975, Mondadori, Milano.

X ristampa-2005 in “Oscar Mondadori”, L.26.000/€13,43

ISBN 88-04-49712-2


«Oltre a essere una fra le più valide forme di autodifesa, il karate è un’attività agonistica completa. Arricchito da un dettagliato glossario dei termini giapponesi utilizzati, questo libro – che ancora oggi, a quindici anni dalla morte dell’autore, rimane il testo fondamentale sull’argomento – è dedicato a tutti coloro che vogliono imparare a fondo le tecniche dei colpi rapidi e potenti di quest’arte marziale. I movimenti propri del karate sono così fulminei che per restituirne visivamente ogni fase molte sequenze illustrative dell’opera sono state realizzate grazie a uno stroboscopio con un tempo di apertura di 1/10.000 di secondo, permettendo così al lettore di seguire passo dopo passo l’esecuzione dei singoli movimenti.»

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Logos e loghi

Oggi, lunedì 10 ottobre 1988, sotto la guida del giovane maestro Roberto Colombo, il Kanku-dai Club Karate-do Desio dà il via ai lavori alla presenza di tre allievi, fiduciosi nel cuore e determinati nello spirito. Comincia una nuova avventura destinata a perdurare nel tempo!

Ecco, scusate l’attacco da Istituto Luce, ma non ho potuto resistere. Trent’anni son lunghi e ce ne sarebbero di cose da dire, da ricordare e da riportare. Però di questo scriveremo un’altra volta; qui, adesso, vorremmo parlare di tutt’altro.

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